Alessandro Corina: Interior Designer

È sempre un piacere ritrovare studenti che dopo la tesi intraprendono il lavoro della libera professione con successo. È questo il caso di Alessandro Corina a cui abbiamo fatto qualche domanda.

1. Alessandro vuoi raccontarci a che punto del tuo percorso di formazione hai compreso la tua passione per l’Interior Design?

Ciò che mi ha fatto comprendere la passione per l’interior design ha un nome: scuola del Bauhaus. Mentre studiavo il concetto di essa, sono rimasto affascinato dal matrimonio simbolico tra la teoria e la pratica e da quel momento il mio sogno è stato ed è progettare costantemente attraverso due linee guida: forma e funzione.

2.  Hai impostato quindi la tua tesi in prospettiva di un portfolio spendibile nel mondo del lavoro?

Si, la mia tesi “home studio” è stata basata fin dall’inizio, con l’aiuto del professor Minisci, sulla mia visione riguardo il mondo dell’interior design che io definisco magico. Oggi le persone non comprano un servizio o un oggetto se costa 50 euro o 1000 euro, ma acquistano l’esperienza del prima, durante e dopo l’acquisto. La mia tesi è stato un progetto vincente perché ha segnato la fine di un percorso formativo valido e pieno di speranza e ha dato l’inizio alla mia attività professionale, con la consapevolezza di poter stupire l’utente.

3.  Qual è stata fino ad oggi la tua attitudine che reputi vincente per costruire pian piano il tuo portfolio clienti?

Ci sono vari aspetti di cui tener conto, ti scrivo quelli che mi permettono di essere incisivo:

– l’entusiasmo e il coraggio di proporre le idee che permettano al  mio utente di realizzare ciò che sognava, nonostante abbia delle difficoltà ad immaginare il futuro ambiente.

– l’amore e la passione per questo settore mi permette di sentire mio ogni progetto che si presenta.

– la capacità di relazionarmi con il mio utente: per realizzare un progetto vincente occorre una relazione magnetica tra me e chi vivrà il futuro ambiente o il singolo oggetto.

4.  Vuoi scriverci del tuo metodo di lavoro? Cosa significa per te personalizzare un progetto di spazio d’interni?

Ogni progetto inizia appena entro in contatto con la persona interessata a realizzare il suo sogno domestico. L’obiettivo principale è trovare immediatamente l’empatia con il committente; senza questa prerogativa è difficile instaurare le basi per un progetto vincente. Successivamente lo studio degli spazi diventa fondamentale per far crescere la consapevolezza del cliente sulle potenzialità della sua casa. Una volta definita la soluzione adatta, realizzo il mood-board per ogni ambiente dell’abitazione. Dall’inglese mood “umore”, e board “tavola”, il mood-board è uno strumento di lavoro fondamentale, realizzato attraverso una serie di immagini selezionate con creatività e sensibilità unite tra di loro come in un collage che serve a mostrare visivamente il progetto e lo stile emozionale del futuro spazio.

Infine, l’ultima attività determinante è la consulenza sugli arredi: accompagnare i clienti a scegliere i complementi d’arredo, selezionati nelle fasi precedenti, in aziende o presso artigiani. Questo è il metodo con il quale riesco a creare luoghi in cui le persone possono innamorarsi e abitare l’ambiente con gioia.

5. Progetti per il prossimo futuro?

A breve inaugurerò la mia nuova casa studio in una vecchia officina storica della città in cui vivo, Grosseto. Inoltre, a settembre, uscirà pubblicamente la mia prima collezione di divani, evergreen, prodotta dall’azienda Gobbo Salotti. Infine, continuerò a sognare con passione nuovi progetti immaginando nuove scene incantevoli. Con creatività ringrazio tutta l’equipe LABA, a cui devo la mia formazione, e un ringraziamento particolare al professor Angelo Minisci, il mio mentore.

 

 

 

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