Soluzioni per le barriere percettive

Il progetto di Sara Porcelli, che partecipa al prossimo Creactivity 2017 propone una soluzione per il sociale che migliora l’esperienza d’uso dei non vedenti in un punto vendita . 

“Una vita senza vedere, una vita senza conoscere colori, forme, dettagli, una vita senza mai conoscere tutte quelle piccole e grandi cose che ci circondano ogni giorno; oppure mezza vita, un quarto di vita, una parte di vita senza più riconoscere tutti quei dettagli di cui è fatto il mondo ma solo ricordi di una vita passata con occhi sani. Come vivremmo se per un momento chiudessimo gli occhi? Come faremmo a riconoscere tutto ciò che abbiamo intorno a noi? Le difficoltà che incontra una persona con disabilità visiva sono numerose, il compito è di abbatterle tutte. Lo studio e l’osservazione della vita dei non vedenti sono stati i principali elementi che mi hanno portato ad un pensiero progettuale ben mirato e a risolvere una problematica esistente. Attraverso il loro ente di Rappresentanza (UCI) di Firenze e Pisa sono entrata in contatto con le loro vite, e ho analizzato tutti i problemi che possono incontrare ogni giorno in qualsiasi loro movimento e spostamento: andare a lavoro, prendere un mezzo di trasporto, viaggiare per la propria città, andare a scuola. Lo scopo del progetto è quello di aiutare i non vedenti e ipovedenti a muoversi, in modo autonomo e senza aver bisogno di un assistente di vendita, all’interno dei negozi dove è presente un sistema di acquisto a libero servizio; questa tipologia di sevizio prevede che il cliente sceglie e prende il prodotto senza assistenza del personale addetto alle vendite portando, poi, le merci all’uscita e pagandole alla barriera delle casse. La persona con difficoltà visive, entrando in un negozio, non riesce ad orientarsi in modo autonomo; perciò deve sempre portarsi con sé un accompagnatore che lo aiuti a trovare ciò di cui ha bisogno. Per rendere la vita di un non vedente più autonoma e più semplice bisogna pensare sempre a soluzioni che possono attrarre la loro attenzione tattile.

Le soluzioni devono avere lo scopo di facilitare la vita del non vedente e non di complicarla, quindi devono essere sistemi molto elementari ma per loro indispensabili. Durante la progettazione ho studiato e analizzato vari cartellini e ho constatato che il retro di quasi ogni cartellino di qualsiasi capo e qualsiasi punto vendita solitamente non ha informazioni fondamentali per il cliente ma riporta solamente il marchio di abbigliamento; perciò inserendo nella sua parte posteriore le informazioni del capo in scrittura braille possiamo facilitare la vita del non vedente ad acquistare in modo autonomo.

Le mappe tattili sono degli elementi fondamentali per la vita di un non vedente, soprattutto quando si trova in una situazione di difficile orientamento o quando si trova in un posto nuovo da esplorare. Attraverso un totem posto davanti all’entrata del negozio la persona non vedente può analizzare ed esplorare il posto dove entrerà.

L’oggetto progettato è posizionato davanti ad ogni capo di abbigliamento e contiene informazioni in scrittura braille riguardanti il capo che lo segue (tipo di capo, dettagli, colore, taglie). Questo oggetto è stato pensato sia per appendiabiti che per il banco.

 

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