A hard day’s night – primo volume del seminario di self publishing

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A hard day’s night

Cosa è per voi la notte?

C’è chi la vive come un’occasione di relax, oppure chi la prende come il momento giusto per evadere. C’è chi invece la vive come un’esperienza di solitudine per ritrovare se stesso e chi si confronta con le proprie paure, i propri spettri. Ma c’è anche chi semplicemente la notte sogna una nuova vita o una storia d’amore. Ci sono persone che di notte lavorano, ed è quello il loro giorno; così hanno fatto i giovani fotografi che presento in questo volume dedicato all’altra parte della giornata. Si sono impegnati nella fotografia notturna, ed hanno lavorato per descrivere la notte in ogni sua declinazione. Ci sono tutte queste interpretazioni in questo book, e sono interpretazioni vere di quello che per ognuno di noi essa rappresenta. C’è la notte che ti mette paura, quando sei solo tra i binari abbandonati di una stazione, e quella che invece ti abbraccia tra le lenzuola quando tu sei già tra quelle di Morfeo. C’è la notte dei locali e della routine, quella delle discoteche senza musica, dove la musica non si sente ma tu sei lì e lo sai che c’è, puoi udirla. C’è la notte dei distributori automatici e della fame chimica, quella della movida e dei viaggi in taxi, quella personale ed intima che ti avvolge tra mille piccole luci, e infine c’è la visione poetica ed effimera, leggera come un palloncino. Non poi così leggera però, fate attenzione, perchè questi ragazzi passeggiando al crepuscolo tra i luoghi e i non luoghi della città, hanno lavorato profondamente per trovare un significato che vada al di là di quello che si possa semplicemente vedere con gli occhi; ed è invece concettualmente che si aprono molteplici livelli di interpretazione come solo nelle migliori fotografie si possono trovare.

Mezzanotte e dodici, così si chiama il primo volume del seminario di self publishing, come dodici sono gli studenti del terzo anno della LABA che hanno lavorato a questo tema. Dodici minuti che durano dodici ore, quelle post meridiane per intenderci, ma che se vogliamo si misurano in un istante. Il tempo di scattare queste fotografie che da semplici istantanee si tramutano e traboccano di significati destinati ad esistere per sempre… o semplicemente il tempo di una dormita.

STEFANO VIGNI
Siena, 16.02.2015
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