La direttrice del Museo Venturino Venturi alla LABA

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La direttrice del Museo Venturino Venturi descriverà oggi questo personaggio agli allievi della Libera Accademia di Belle Arti di Firenze.

Lucia Fiaschi, interverrà oggi durante la lezione di Storia dell’arte del professore Luca Macchi, tratteggiando i contorni di un uomo che seppe tessere relazioni di amicizia con altri grandi del suo tempo: dal pittore Ottone Rosai al poeta Eugenio Montale, fino ai giovani scrittori Mario Luzi e Vasco Pratolini

I disegni e le sculture di Venturino, custodite all’interno del Museo, rappresentano quindi, compiutamente, il suo percorso artistico e descrivono a pieno la vitalità dei suoi contatti con la cultura italiana.

“Nel mio intervento presenterò il lavoro di Venturino Venturi, toccando alcuni temi che sono stati importanti nel suo percorso artistico – spiega la direttrice Fiaschi -. Sarà un racconto che permetterà ai giovani di guardare con occhi nuovi al ‘900, di rileggere tanti aspetti della vita culturale e della società di quel tempo. Personalmente – aggiunge – ricordo bene la figura di Venturino, avendo trascorso gran parte della mia infanzia e della successiva età adulta a contatto con lui. Mi legano ancora tanti ricordi ed episodi importanti”.

Le opere del maestro si trovano oggi in alcuni dei più importanti musei del mondo, tra cui i Musei Vaticani e la Galleria degli Uffizi.

Venturino Venturi nasce a Loro Ciuffenna nel 1918. Segue, nel 1921, il padre, antifascista ed emigrante, in Francia e in Lussemburgo, quindi, nel 1934, torna in Italia per completare la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Qui vive pienamente il clima culturale del tempo, stringendo amicizia con il pittore Ottone Rosai, con il poeta Eugenio Montale e con i più giovani scrittori Mario Luzi e Vasco Pratolini. Gli anni della formazione fiorentina si concludono con il secondo conflitto mondiale e la grave ferita sul fronte greco-albanese.

Ottone_Rosai_e_Vito_Taverna

La prima esposizione dei suoi lavori si tiene a Firenze con un’entusiastica recensione. Lavora due anni a Milano, dove conosce Lucio Fontana, quindi in Lussemburgo, poi nuovamente in Toscana.

Partecipa alle principali rassegne artistiche italiane, tra cui la Biennale di Venezia del 1950. Nel 1954 vince il concorso internazionale per il Monumento a Pinocchio di Collodi, con un impegno artistico e fisico che lo conduce a un periodo di inattività fino al 1960, quando la galleria La Strozzina di Firenze organizza la sua prima antologica, alla quale seguono altri e numerosi riconoscimenti, incarichi pubblici e una intensa attività espositiva in Italia, Francia e Lussemburgo.

Nel 1993 il Comune di Loro Ciuffenna, dove Venturino ha scelto di risiedere, inaugura un museo interamente dedicato alla sua opera, e i suoi lavori entrano nelle collezioni permanenti dei grandi musei. Poco dopo la sua scomparsa (2002) viene inaugurata e aperta al pubblico Casa Venturi, la sua casa atelier oggi sede dell’Archivio Venturino Venturi e del Centro di Documentazione per la Scultura Italiana del Novecento.

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