Laura Polinoro alla LABA. Inizia una nuova collaborazione.

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Si è svolta, nelle aule della LABA, la prima delle cinque lezioni tenute dalla designer Laura Polinoro: fino alla metà di Gennaio due classi del terzo anno dell’indirizzo di Design si confronteranno con la metaprogettista, che da anni lavora con Alessi nel campo della formazione per il Design in molte università e scuole del mondo.

Si tratta di un’occasione preziosa per i 40 ragazzi coinvolti, che nell’ambito del corso di Interior Design del professore Stefano Follesa potranno così sviluppare abilità e competenze. I giovani creativi avranno inoltre l’opportunità di mettersi davvero alla prova: tutti quanti, infatti, parteciperanno ad un contest per realizzare un progetto d’interni partendo dalla costruzione di una precisa identità legata al cibo.

“Gli allievi dovranno riflettere sull’incontro tra oggetti e spazio. Seguiranno quindi l’approccio tipico di questa designer, che generalmente lavora partendo dall’oggetto e non dallo studio dello spazio, come avviene di norma nei corsi di Interior Design. Un ribaltamento completo della prospettiva consentirà loro di arricchirsi, sperimentare, ampliare gli orizzonti. Il tutto, con l’apporto di una professionista dalla visione internazionale”.

Stefano Follesa, professore di Interior Design alla LABA di Firenze.

Quella appena partita è la prima esperienza di collaborazione nata tra la LABA e Laura Polinoro. Gli incontri, di tre ore ciascuno, saranno dei veri e propri laboratori del fare, secondo il dna dell’accademia. Il tema scelto – “identità” – vuole rimarcare il ruolo della cultura, della tradizione, delle origini, in un momento storico in cui le singole specificità vanno scomparendo.

“E’ un progetto molto interessante, curioso anche per me – spiega la designer, nome di spicco del settore -. Gli allievi lavoreranno in gruppo e ci saranno anche revisioni corali che seguirò da vicino. I ragazzi mi sono sembrati molto coinvolti, interessati, avevano già alcune idee da sviluppare. Sarà interessante vedere come opereranno fattivamente sul campo. Direi che il percorso è iniziato nel modo giusto”.

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