Storia della fotografia digitale

Come spesso accade con le invenzioni la ricerca parte da necessità scientifiche ed in effetti anche nel caso della fotografia digitale questo ha influito sulla nascita di questa nuova tecnica. La necessità di trasmettere a lunghissima distanza le immagini riprese dai satelliti artificiali e dalle missioni spaziali ha dato vita alla fotografia digitale.
Già nel 1975 un ricercatore della Kodak, Steven Sasson, lavora ad un’invenzione rivoluzionaria: la prima fotocamera digitale. Lo stesso cominciò a lavorare avendo a disposizione la tecnologia del rilevatore di luce elettronico. Il primo prototipo era in grado di riprodurre un’immagine ad una risoluzione di 0,01 megapixel e i dati erano registrati in una cassetta.
Nel 1978 venne depositato il brevetto ma ci vollero alcuni anni di studi e ricerche affinché la qualità dell’immagine divenisse abbastanza definita da poter essere commercializzata. Fa davvero effetto pensare che la prima macchina digitale uscita sul mercato nel 1981 fu la Sony Mavica FD5 che utilizzava, come supporto di memoria un floppy disk. Le immagini prodotte avevano una risoluzione di 570 × 490 pixels. Inoltre funzionalità che oggi diamo per scontate non lo sono state per lungo tempo. Ad esempio la possibilità di vedere le immagini ottenute in un display.
L’accettazione dei nuovi apparecchi fotografici da parte dei fotografi non fu immediata. Come in ogni evoluzione della tecnica le resistenze sono sempre forti. Queste erano dovute anche dalla riduzione delle loro competenze, la maggiore tecnologia infatti creava i presupposti per il fotoritocco e diminuiva l’importanza del lavoro nello scatto originario.
L’espressività del fotografo aumentava in relazione alla qualità degli obiettivi e ai software di post-produzione. Dopo uno scetticismo iniziale quindi gli stessi fotografi capirono di avere maggiori possiblità creative e piano piano le macchine digitali iniziarono a diffondersi.
I miglioramenti con il passare del tempo aumentarono e nacquero gli apparecchi reflex digitali, con cui era possibile agire su tempi e diaframmi. Nel 1991 viene introdotta dalla Kodak la prima reflex digitale, la DCS-100.
Nel 2003 con la Canon 300D il sistema Reflex digitale diventa più accessibile per tutti scendendo sotto i mille euro.
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