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WORKSHOP CRAF, FRIULI: ERTO – ARREDO URBANO

ERTO CASSO 2014. workshop

Erto Casso, una storia viva. Alle 22.39 la frana si stacca. Non in due tempi, bensì come corpo unico, compatto: 260 milioni di metri cubi di roccia. In quel momento il livello dell’acqua è a quota 700,42 m slm. L’onda di 50 milioni di metri cubi provocata dalla frana si divide in due direzioni. L’onda provoca 1917 morti: 1450 a Longarone, 109 a Castellavazzo, 158 a Erto e Casso e 200 persone originarie di altri comuni. Questo è parte della crono-storia che si vede salendo su da Longarone. Una visione unica, che toglie il respiro…che lascia spazio al silenzio.

Se il progetto, come occasione di crescita e trasmissione della conoscenza, può essere descritto come un processo cognitivo, la visualizzazione, ovvero la capacità di tradurre il progetto in immagini, gioca un ruolo fondamentale, sia sul piano della generazione di proposte innovative che su quello della loro comunicazione. Il miglior modo di prevedere il futuro è progettarlo, dargli forma. Questo è stato l’incipit del workshop, ha visto impegnato in cinque giorni otto studenti Laba dell’indirizzo design, che hanno lavorato intorno al tema del urban design per il borgo vecchio di Erto.

L’obiettivo delle giornate di WorkShop, sono state quelle di creare relazioni su cui innestare dei percorsi per lo sviluppo di progetti di design fornendo ai partecipanti le competenze e gli strumenti indispensabili per acquisire capacità progettuali alla costruzione di un progetto “aperto”. E’ stata per tutti un’esperienza densa, un “tumultuoso brainstorming” collettivo che ha stimolato una progettualità spontanea e consapevole in cui i flussi di progetto si sono intrecciati tra immagini, emozioni, racconti portando i partecipanti ad esplodere gli orizzonti di riferimento con un confronto continuo. Il risultato non è stato solo il disegno di un “artefatto” ma una visione in cui si rintracciano bisogni e soluzioni. La formula è stata di tipo “immersivo”, la parola chiave: condivisione. Nella sua visione più generale, il rapporto design-didattica- territorio è stato visto come una sinergia culturale decisiva nello sviluppo dei progetti per il luogo. Gli strumenti non sono più soltanto materiali e fisici, ma, sono diventati concettuali e con posizioni precise su determinate problematiche riscontrate negli incontri con le persone di Erto. Come viene testimoniato dal video prodotto per raccontare ad immagine e voce ( Mauro Corona che ci introduce al borgo vecchio) le emozioni del luogo.

Ecco, dunque, gli ingredienti emersi da queste giornate di progetto: Mettere in discussione le idee date per scontate I pensatori critici cercano il perché e il che cosa dietro alle cose. Fanno, insomma, le domande giuste, prima ancora che dare le risposte giuste. Adottare prospettive diverse. Si tratta di trarre vantaggio dalla diversità e dai contributi che possono dare persone di genere, provenienza, esperienza diversi. Vedere il potenziale. I primi due sono atteggiamenti di carattere deduttivo, ma i pensatori critici devono anche avere un lato creativo che permetta di vedere le opportunità dove altri vedono i problemi o gli ostacoli.  Gestire l’ambiguità. E’ auspicabile in futuro, quindi, una contaminazione dei sistemi del progetto visivo, un’interazione tecnica tra le diverse forme di arte, operando una vera e propria traslazione dei metodi, delle dimensioni, degli approcci, da una disciplina all’altra e dando alla comunità di Erto una prima traccia di operatività. Come ogni viaggio ci siamo portati dentro qualcosa di nuovo, in questo penso una parola altra: resilienza. Rubata alla scienza dei materiali, spiega la capacità di un corpo di resistere anche quando lo comprimi, lo deformi, lui riacquista la sua forma originaria, questa metafora del materiale che resiste dà l’idea di resistere e rinascere dall’onda d’urto.  Come dire” quello che non ci uccide ci rende più forti” pensando a Nietzsche, ma penso che questo lavoro abbia portato con se un idea di liberazione e salto leggero da ogni misticismo virtuale. Siamo e sono stati reali.

prof. Angelo Minisci

TERRA DOLOMITICA - Workshop CRAF Friuli
DIGITAL PAPER - CRAF FRIULI

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