Allievi LABA premiati al Creactivity 2018 con il progetto Eco’s

Il progetto Eco’s (Enjoy Common Open Space) degli allievi LABA è stato premiato tra le Università al Creactivity 2018 per la categoria mobilità. È un sistema composto da grandi piattaforme galleggianti, raggiungibili attraverso l’uso di moto d’acqua elettriche. Il tutto è altamente ecocompatibile e strutturabile in base alle esigenze (turistiche, di ristorazione o di altro tipo).

  

A firmare l’elaborato (sviluppato all’interno di un workshop della manifestazione) sono Gaia De Bartolomeo, Alessia Ciangherotti, Elia Bellucci, Matteo Paini e Matteo Dolfi. Il progetto prevede la costruzione di grandi piattaforme galleggianti, pensate per fiumi o laghi, capaci di ospitare attività di tipo ludico, di servizio o intrattenimento: le “isole” dispongono di un sistema di stabilizzazione autonomo e sono dotate di cellule fotovoltaiche che alimentano le batterie della piattaforma su cui si ricaricano le moto d’acqua. Le isole possono inoltre essere fissate tra loro per andare a creare spazi galleggianti più ampi. Ogni singola piattaforma gode infine di un sistema di raccolta dei rifiuti superficiali destinati poi a riciclo ed è in grado di rilasciare nell’acqua sostanze per la pulizia del fondale e la bonifica dell’ambiente naturale.

Sono circa 50 gli studenti LABA che hanno partecipato attivamente alla due giorni, all’interno del Museo Piaggio: 40 allievi sono stati coinvolti in attività di laboratorio, mentre altri 10 sono stati impegnati nel supporto, in qualità di tutor, ai ragazzi delle scuole superiori e delle università.

Grande successo poi per il korner dedicato alla LABA, in cui sono state messe in mostra alcune attività ed esperienze del Dipartimento di Design. Lavori e tesi che sposavano il tema conduttore di questa edizione di Creactivity: “[DE]MATERIALIZATION”.

La Laba di Firenze ha infine concorso al Premio Vespa 2018 con la tesi di Antonio Giordanelli, laureato in Design nel febbraio 2018. La tesi, dal titolo “Oltre. In che senso? Gli oggetti che ci circondano narrano”, si interroga sull’incontro tra immateriale e materiale nell’esperienza umana e affronta anche il tema dello scorrere del tempo e dell’influenza delle nuove tecnologie nella creazione di oggetti, a cominciare dalla stampa 3D.

                   

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