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Creactivity 2022

Si chiamano “Electr0dust” e “Red Glass” e sono i nomi dei due progetti, firmati Laba Firenze, vincitori dell’ultima edizione di “Creactivity”, la manifestazione dedicata al design e alla creatività che si è svolta gli scorsi 17 e 18 novembre al Museo Piaggio di Pontedera. “Wonderline” il macrotema di quest’anno, declinato in tre ambiti: turismo esperienziale – nuovi scenari; interazione – le prossime frontiere; design estremo, cielo e spazio. Diverse le occasioni di confronto e scambio, sviluppate nel corso di conferenze e workshop operativi.

Proprio nella sezione “Design estremo” la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze (partner di Creactivity) ha visto trionfare l’elaborato del team composto dagli allievi Beatrice Guerra, Giulia Quagli, Michelangelo Neri e Gianmarco D’Abbundo. Il loro progetto – “Electr0dust” – disegna possibili scenari per la vita su Marte grazie all’utilizzo di energia ausiliaria o alternativa. Gli studenti, in particolare, hanno individuato un sistema che sfrutta l’energia prodotta dai fulmini durante le frequenti tempeste di vento che si verificano sul pianeta rosso: le scariche elettriche emesse in quei frangenti vengono dunque catalizzate e immagazzinate attraverso un’asta metallica (composta da oro, vetroceramica, rame, lega di alluminio e titanio e mila) che consente di attirare l’energia e scaricarla a terra, andando a creare una sorta di “magazzino” di distribuzione in grado di accumulare e alimentare costantemente le future abitazioni marziane. Una soluzione futuristica e innovativa, sostenibile in termini ambientali ed economici, che è stata valorizzata dalla giuria del Creactivity con il primo premio per la sezione in gara.

È invece “Red Glass” del gruppo composto da Viola Mazzuoli, Letizia Depalma, Laura Falaschi e Rosalia Carbone ad aggiudicarsi una menzione speciale nella sezione “Interazione”. Il progetto valorizza infatti l’interazione sociale e lo scambio sensoriale fra persone. La tecnologia spesso si muove a discapito dell’empatia e “Red Glass” intende invece restituire sensazioni incrociate a soggetti diversi che si imbattono nelle sue installazioni. Il prototipo si compone di dieci pannelli a vetro, disposti su due file da cinque, contornati di colore rosso in modo da rappresentare il filo rosso del destino (una leggenda di origine cinese diffusa in Giappone, che narra, attraverso un filo rosso legato al mignolo, l’unione di due persone fin dalla nascita). Il meccanismo è semplice: andando a toccare con il corpo il vetro si ottiene una reazione immediata, tramite alcuni sensori, nel pannello posto di fronte. Una vibrazione sul vetro corrispondente permette dunque di trasferire sensazioni anche a sconosciuti, incontrati per caso, e di restituire una parentesi di condivisione in un mondo sempre più frenetico e distante. La collocazione ideale, in luoghi pubblici e spazi all’aperto molto frequentati, consente di inserire nel tran tran quotidiano un sistema di connessione – reale connessione umana – innovativo e affascinante. 
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